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Il rischio maggiore di formazione di ulcere da pressione si riscontra in sottopopolazioni particolari di pazienti quali i tetraplegici, gli anziani allettati e ricoverati nei reparti di terapia intensiva. La fascia di età maggiormente colpita dal fenomeno delle ferite difficili è quella compresa tra i 40 e gli 80 anni e oltre. Chi soffre di questa patologia tende spesso ad avere recidive e questo stato di malattia cronica condiziona in maniera importante e negativa la capacità lavorativa non solo dei pazienti, ma anche dei loro familiari che devono accompagnarli ai vari controlli. La lesione ulcerativa è la causa principale di amputazioni degli arti inferiori, come conseguenza del cosiddetto piede diabetico.
Nell’arco della vita, il 15% dei pazienti diabetici sviluppa questo tipo di patologia e, nonostante nella maggioranza dei casi si raggiunga la guarigione, in circa il 15- 20% di essi la malattia cronicizza rendendo necessaria l’amputazione dell’estremità. Tutte queste problematiche impongono delle importanti riflessioni di carattere socio-economico sulla necessità di gestire in maniera adeguata, e cioè rapida e definitiva, le ferite difficili.
Classificazione delle ulcere cutanee e ferite difficili
Le ulcere cutanee e ferite difficili possono classificarsi:
Secondo la causa:
- Vasculopatia non infiammatoria: Venosa 80-90% dei casi / Arteriosa / Linfatica
- Vasculopatia infiammatoria: Vascolite dei grandi vasi / Vascolite da ipersensibilità / Granulomatosi di Wegener
Secondo il tempo di evoluzione:
Secondo la localizzazione:
Ognuna di queste condizioni pone problematiche diverse e quindi anche diverse strategie terapeutiche. Alla base della scelta del trattamento più idoneo, non solo per ogni tipo di patologia, ma per ogni singolo paziente, sta un corretto e preciso inquadramento diagnostico, da effettuare con una scrupolosa valutazione clinica e strumentale, che deve precedere qualunque tipo di trattamento. Rilevante in tutti questi casi è il ruolo dello staff sanitario specialistico, spesso chiamato a gestire la lesione ed eseguire la chiusura della lesione al fine di ridurre i tempi di guarigione e gli esiti invalidanti. L’obiettivo della terapia si presenta, infatti, assai complesso e, proprio per tale motivo, necessita sempre di un team interdisciplinare di professionisti, medici e infermieri appositamente formati, che possano confrontare le specifiche conoscenze e promuovere l’aggiornamento professionale.
La localizzazione geografica, l’accessibilità, il collegamento, la tecnologia di punta, i servizi di laboratorio, l’avanzato reparto di radiologia, le infrastrutture di supporto, la presenza di medici e infermieri con una preparazione scientifica e umana di alto profilo e la multidisciplinarietà marcano la differenza e puntano a consolidare il Policlinico Abano Terme e la Casa di Cura Villa Pini di Chieti come due centri riferimento e di eccellenza per il Nord Italia ed il Centro Sud.